Città della Pieve ricorda il cardiochirurgo Carlo Marcelletti

Città della Pieve ricorda il cardiochirurgo Carlo Marcelletti

Un pomeriggio dedicato alla figura del medico innovatore

Un pomeriggio intenso ha riunito a Città della Pieve cittadini, amministratori e professionisti per ricordare la figura di Carlo Marcelletti, cardiochirurgo di fama internazionale noto per il contributo decisivo dato al rinnovamento delle tecniche chirurgiche dedicate ai più piccoli. L’iniziativa, promossa da A.L.I.Ce. Città della Pieve, ha raccolto una partecipazione ampia in una sala gremita, segnando un momento di riflessione sulla vicenda umana e professionale di un medico che ha lasciato un’impronta profonda nella storia della cardiochirurgia pediatrica.

Alla presenza del sindaco Fausto Risini e dell’assessore alla Cultura Luca Marchegiani, l’incontro ha ripercorso i tratti principali del percorso di Marcelletti, ricordato come un innovatore instancabile, spesso confrontato con ostacoli e resistenze che non attenuarono la sua determinazione. La presentazione del volume “Le mani nel cuore. La storia di Carlo Marcelletti, cardiochirurgo che ha salvato migliaia di bambini”, curato dal giornalista Vincenzo Varagona, è stata introdotta dall’intervento di Adriano Cipriani, cardiologo e volontario di A.L.I.Ce., allievo e collega del medico. Le sue parole hanno evidenziato la complessità di una figura che univa rigore scientifico, etica del lavoro e una continua ricerca di nuove soluzioni chirurgiche.

Il libro raccoglie oltre cinquanta testimonianze tra amici, colleghi, pazienti e familiari, delineando un quadro articolato della vita del cardiochirurgo, dalle origini modeste agli anni dedicati alla formazione, caratterizzati da studio intenso, borse di merito e costante impegno nella ricerca. Le sue sperimentazioni in sala operatoria, nate dall’osservazione diretta e dalla volontà di affrontare casi particolarmente difficili, ne hanno definito l’approccio innovativo. La determinazione nel proporre cambiamenti strutturali nel settore sanitario gli costò anche contrasti, minacce e campagne diffamatorie, episodi che emergono dalle testimonianze come parte di un percorso complesso e non privo di difficoltà.

Durante l’incontro sono stati richiamati anche aspetti personali che hanno contribuito a definirne la figura, come la vicinanza ai pazienti più fragili e l’attenzione verso chi non aveva mezzi per accedere alle cure. Le parole dell’autore del libro hanno ricordato la dimensione solidale che caratterizzò molte delle sue scelte professionali. Fra i presenti è intervenuta una giovane donna arrivata da Roma con la figlia di pochi mesi, offrendo una testimonianza diretta del ruolo che l’intervento di Marcelletti ebbe nella sua storia clinica.

Ulteriori ricordi sono arrivati dalla dottoressa Daniela Cianfrini, originaria di Città della Pieve e oggi attiva ad Arezzo, che ha sottolineato gli anni in cui affidò al cardiochirurgo alcuni dei suoi piccoli pazienti, e da Amedeo Testa, che collaborò fornendo apparecchiature extracorporee per interventi complessi. Le loro parole hanno contribuito a restituire l’immagine di un professionista appassionato, legato profondamente al benessere dei bambini e al miglioramento delle tecniche chirurgiche impiegate.

La serata si è conclusa con interventi spontanei che hanno valorizzato la dimensione umana del medico, rievocato non solo per le competenze e i successi professionali, ma anche per la capacità di instaurare rapporti sinceri con colleghi, pazienti e famiglie. Un incontro che ha restituito il ritratto di una figura centrale nella cardiochirurgia italiana, ricordata a Città della Pieve con partecipazione e riconoscenza.

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