Festival Corrispondenze: libertà e critica a Gaza

Festival Corrispondenze: libertà e critica a Gaza
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Da Veltroni a Montanari, un’apertura all’insegna del pensiero

La 14ª edizione del Festival delle Corrispondenze, che si svolge dal 2 al 7 settembre 2025 a Monte del Lago di Magione ha preso il via con due intense anteprime tra riflessione, arte e impegno civile. Il filo conduttore del tema conduttore “Libertà e potere” si è subito intrecciato ai grandi temi dell’attualità: la prima anteprima, venerdì 29 agosto a Castel Rigone, è stata un sogno di libertà incarnato dal romanzo Iris, la libertà di Walter Veltroni. Il secondo evento, lunedì 1 settembre a Perugia, ha ospitato lo storico dell’arte e rettore Tomaso Montanari, protagonista di un incontro intenso dal titolo “Gaza: un genocidio made in Italy”.

Al Teatro Giuseppe Verdi di Castel Rigone, la prima anteprima ha portato al centro la figura simbolica della partigiana Iris Versari, protagonista del romanzo di Walter Veltroni, capace di restituire dignità a una storia di resistenza e coraggio. Attraverso parole combattive e partecipate, Veltroni ha evidenziato il valore della democrazia e della responsabilità civile:

“Il potere… può essere democratico… oppure autocratico, e contro questi rischi dobbiamo tenere sempre gli occhi aperti.” Un momento di riflessione potente sul legame tra memoria storica e attualità che ha riscaldato il cuore di un pubblico attento e riflessivo.

La seconda anteprima, in una gremita Sala dei Notari di Palazzo dei Priori a Perugia, ha visto protagonista Tomaso Montanari accolto con un applauso scrosciante. Dialogando con il direttore artistico del festival, Massimo Arcangeli, Montanari ha affrontato con lucidità il tema del genocidio a Gaza. Il titolo dell’incontro era già un manifesto: “Gaza: un genocidio made in Italy. Complicità, reticenze e (auto)censure nel discorso pubblico e nei media”, accompagnato da riflessioni taglienti e convincenti, ha sollevato un appello urgente: “In Italia c’è una cosa che dobbiamo fare: uno sciopero generale contro il genocidio in corso in Palestina”. Inoltre ha chiarito che il concetto di “made in Italy” va oltre la produzione materiale di armi o software—è il frutto di un sistema più ampio: “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi… si consente tutto questo solo per i nostri maledetti interessi occidentali”.

Montanari ha richiamato l’attenzione su istituzioni scientifiche e giuridiche internazionali che confermano la natura genocidaria del conflitto, denunciando il negazionismo come meccanismo proattivo di omissione e autocensura del discorso pubblico. A chiudere, un impegno irrinunciabile: “Mai più genocidi. La prima vendetta è la memoria”.

Durante l’evento perugino, è stato consegnato a Montanari il Premio Speciale “Corrispondenze” alla carriera, giunto alla sua terza edizione. Il riconoscimento sancisce il valore di un intellettuale che non si ritrae dal dibattito pubblico, ma lo affronta con coraggio e rigore. Era presente Vanni Ruggeri, vicesindaco di Magione e anima del festival, che ha ringraziato anche Comune di Perugia per la collaborazione.

Il vicesindaco ha commentato: “Le parole di Montanari hanno offerto una prospettiva ineludibile sulla tragedia di Gaza… dimostrano perché un festival come il nostro è più che mai necessario”.

Prima dell’incontro, hanno portato i loro saluti Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, e il vicesindaco di Perugia Marco Pierini.

Il taglio del nastro è fissato per martedì 2 settembre alle 17 in piazzetta Sant’Andrea. Questo momento ufficiale inaugura sei giorni ricchissimi di riflessioni, dialoghi e performance che uniscono sguardo critico, immaginazione e responsabilità civile.

Giornata inaugurale – 2 settembre

  • Ore 18 | Terrazza Fattoria Luca Palombaro
    “Il potere delle superstizioni: liberarsi con filosofia”
    Dialogo tra Eugenio Radin (autore de Argomentare, Watson!) e Rick DuFer, riflessione filosofica sul potere delle convinzioni — e delle credenze senza fondamento.

  • Ore 19.30 | Piazzetta Sant’Andrea
    “Voci che sono la mia. Come le storie ci cambiano la vita”
    Proposto da Matteo Caccia, conduttore e autore radiofonico, un racconto personale sul ruolo delle narrazioni nella formazione dell’identità.

  • Ore 21.30 | Piazzetta Sant’Andrea
    Reading scenico “Il segreto di Lenin”
    Con Ezio Mauro in dialogo creativo tra rivoluzione, eredità politica e presente inquietante. Una proposta visiva e testuale di grande impatto.

3 settembre: pensiero, scienza e memoria

  • Ore 17 | Piazzetta Sant’Andrea
    “Quella volta in cui è finito il mondo”
    Con Adrian Fartade, divulgatore e youtuber, un viaggio tra estinzioni di massa e disastri planetari, proposto in modo scientifico e accessibile.

  • Ore 18 | Terrazza Fattoria
    Presentazione del libro 2027: Fuga dalla democrazia di Sergio Rizzo, con dialogo con Massimo Arcangeli sul rischio del ripensamento rispetto ai valori democratici.

  • Ore 19.30 | Piazzetta Sant’Andrea
    “La donna della bomba atomica”
    Spettacolo di Gabriella Greison sul talento di Leona Woods, figura femminile dietro il Progetto Manhattan. Musiche originali e testo coinvolgente.

  • Ore 21.30 | Piazzetta Sant’Andrea
    “Corrispondenze scomode”
    Incontro tra Riccardo Iacona e Paola Zanca sull’attacco alla libertà d’informazione nell’era della disinformazione.

Il Festival delle Corrispondenze è molto più di una rassegna culturale. È un luogo dove memoria, attualità, cultura critica e partecipazione si incontrano nel cuore dell’Umbria. Attraverso la storia e l’impegno intellettuale, il festival costruisce spazi condivisi di responsabilità e trasformazione. Promosso e organizzato dal Comune di Magione, con il sostegno di Fondazione Perugia, Regione Umbria e GAL Trasimeno Orvietano. Tra i numerosi collaboratori istituzionali e culturali: Università di Perugia, Università per Stranieri, comuni della regione, e partner come Tgr Umbria.

Il programma completo e aggiornato, visitare il sito ufficiale: festivaldellecorrispondenze.it

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