Recovery Umbria: Progetto mobilità sostenibile collegato filiera di Pietrafitta

 
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Recovery Umbria: Progetto mobilità sostenibile collegato filiera di Pietrafitta

Recovery Umbria: Progetto mobilità sostenibile collegato filiera di Pietrafitta

Recovery Umbria – Progetto mobilità sostenibile collegato alla filiera di Pietrafitta. Sindaci Trasimeno: “La sua esclusione è un danno all’intero comprensorio”

(Paciano: La strutturazione di una filiera produttiva della componentistica legata alla mobilità elettrica nella zona di Pietrafitta, già riconosciuta come “area di crisi non complessa” con tutta la Valnestore e pertanto portatrice di risorse economiche iniziali già assegnate, rappresenta una via di sviluppo economico sostenibile, pienamente in linea con gli indirizzi generali del Recovery Plan. A sostegno di questo fondamentale processo è stata presentata la scheda per l’infrastruttura BRT (Bus Rapid Transit) fino al Trasimeno Sud, direttamente collegata alla scheda per la costruzione di una filiera di produzione di componentistica per la mobilità elettrica nell’area di Pietrafitta.
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Purtroppo, con amarezza, registriamo l’esclusione di questa articolata scheda-progetto dal piano adottato dalla Regione Umbria, ad eccezione di cenni isolati contenuti in altre schede specifiche, omettendo le necessarie richieste e previsioni finanziarie e pertanto escludendola dalla programmazione complessiva pensata dalla Regione. Chiediamo pertanto alla presidente Tesei che sia il prima possibile recuperata e riproposta al Governo”.

Così, in una nota dell’Unione dei Comuni a firma dei sindaci, gli stessi primi cittadini del Trasimeno evidenziano come “l’omissione della scheda-progetto inserita nel pacchetto di proposte indicate alla Regione Umbria in maniera congiunta dai Comuni del Trasimeno e di Perugia insieme all’Università di Perugia, rappresenti un danno alle legittime aspettative di trasformazione economica dell’area sud del Trasimeno, da anni impegnata nella valorizzazione dell’ex centrale a carbone di Pietrafitta, delle aree attigue e del fondamentale corridoio di collegamento fino a Chiusi”. “

Peraltro – fanno notare gli amministratori locali – nel piano regionale è stata invece inserita una scheda mai richiesta dai territori, per ben 30 milioni di euro, sul mero acquisto di mezzi elettrici, anziché premiare un progetto che andrebbe ben oltre, semplicemente indirizzando la richiesta regionale nella creazione dell’infrastruttura di mobilità elettrica e i presupposti per la filiera produttiva dei mezzi, con evidente impulso innovativo, il coinvolgimento di imprese del Trasimeno già predisposte in tal senso e con una ricaduta occupazionale significativa altrimenti assente”. “Come assente dalle schede del Recovery – prosegue la nota – risulta l’impianto della Medicina distrettuale, dopo anni di progressiva smobilitazione dei nostri Centri salute. Molto positiva l’indicazione per il Polo ospedaliero unico, ma nell’attesa della sua costruzione, e fino all’apertura, serve la qualificazione dei presidi sanitari di prossimità e il presidio di Area Disagiata a Città della Pieve.

Pur riconoscendo il valore importante delle schede relative all’acqua e al Trasimeno, a partire dall’allaccio idrico alla diga di Valfabbrica – concludono i sindaci – riteniamo che il progetto sulla mobilità, dal taglio più produttivo, abbia la medesima importanza in termini di ricaduta economica e sociale e di innovazione del Trasimeno, che, lo ricordiamo, non termina nel perimetro dello specchio d’acqua e vede una sua metà gravemente compromessa da tanti anni di poca attenzione sullo sviluppo infrastrutturale e di riqualificazione. Sviluppo che questa Amministrazione regionale potrebbe intercettare con una risposta risolutiva”.

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