Sequestrati reperti etruschi in un’operazione archeologica unica
Sequestrati reperti etruschi – Un’operazione investigativa avviata ad aprile 2024 ha portato al sequestro di importanti reperti archeologici etruschi nella zona di Città della Pieve, come annunciato dal Procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone. L’indagine, condotta dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC), ha svelato un traffico illecito di manufatti storici, tra cui 8 urne cinerarie, 2 sarcofagi e un corredo funerario del III secolo a.C..
Avvio dell’indagine e contesto storico
L’inchiesta ha preso avvio in seguito a una segnalazione riguardante scavi abusivi nella zona tra Chiusi e Città della Pieve, evidenziando il ritrovamento di urne tipiche della cultura etrusca. Fotografie dei manufatti circolavano già sul mercato illecito dell’arte. Grazie alla consulenza di un docente dell’Università di Roma Tor Vergata, i reperti sono stati associati a una necropoli etrusca, verosimilmente nel territorio di Chiusi, noto per testimonianze simili.
Collegamenti con l’ipogeo dei Pulfna
Gli investigatori hanno focalizzato l’attenzione su un ritrovamento avvenuto nel 2015, quando un contadino, durante l’aratura di un terreno a Città della Pieve, aveva scoperto un ipogeo contenente 4 urne funerarie e 2 sarcofagi attribuiti alla gens Pulfna. Questo antico sito, inizialmente associato a sepolture maschili, sembrava ora collegato a nuovi scavi illegali che avevano portato al recupero di urne raffiguranti prevalentemente principesse etrusche.
Strategie investigative e tecnologie avanzate
Per individuare i responsabili, i Carabinieri hanno combinato dati amministrativi, intercettazioni telefoniche e sorvoli con droni. Queste attività hanno condotto a un’area delimitata nei pressi del sito del 2015, dove sono stati rinvenuti i manufatti sequestrati. Un imprenditore locale, proprietario di terreni adiacenti al ritrovamento originale, è stato identificato come uno dei sospetti principali, insieme a un’altra persona. Entrambi sono ora indagati per furto e ricettazione di beni culturali.
Il recupero dei reperti
Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto 8 urne litiche in travertino bianco umbro, decorate con scene di battaglie, caccia e miti, come quello di Achille e Troilo. Alcune urne conservano ancora pigmenti policromi e dettagli in foglia d’oro. I due sarcofagi recuperati includono una copertura e un esemplare completo con lo scheletro del defunto.
Corredo funerario di pregio
Tra i reperti sequestrati figurano oggetti di valore storico, come:
4 specchi in bronzo, uno raffigurante la lupa che allatta Romolo;
Un balsamario contenente tracce organiche di profumo;
Un pettine in osso;
Suppellettili in bronzo, come situle e oinochoe, utilizzate nei banchetti etruschi.
Importanza del recupero
Gli archeologi del Ministero della Cultura hanno confermato che i reperti appartengono a un unico ipogeo, probabilmente collegato alla gens Pulfna. Questo ritrovamento è considerato uno dei più significativi nella storia recente delle indagini archeologiche, per l’unitarietà e il valore storico dei beni recuperati.
Il Procuratore Raffaele Cantone, nel comunicato, ha sottolineato l’importanza dell’operazione nel contrasto al traffico illecito di beni culturali, evidenziando come la collaborazione tra istituzioni scientifiche e forze dell’ordine sia stata cruciale per il successo delle indagini.

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