Presentata la nuova segreteria PD del Trasimeno

Batino: «Costruire sviluppo e dare speranza. No al populismo»

Presentata sabato la nuova segreteria del Partito Democratico del Trasimeno. A Passignano sul Trasimeno, Comune scelto non a caso poiché teatro della prima sfida elettorale amministrativa in primavera, la Federazione Intercomunale del PD ha iniziato un nuovo corso con alla guida Sergio Batino, sindaco di Castiglione del Lago e amministratore di grande esperienza.

Costruire sviluppo e dare speranza sono le parole ripetute da Sergio Batino: «Molti sono i problemi che i nostri otto comuni sono chiamati ad affrontare grandi e complesse questioni aperte da tempo come la cronica mancanza di lavoro e tante altre ancora e nuove emergenze quali l’integrazione interculturale, le problematiche della sicurezza individuale e sociale ecc. Questi temi hanno bisogno della massima coesione ed unità per trovare l’attenzione e le risorse necessarie per la difficile sfida del futuro. Da sempre il Trasimeno lamenta una marginalità in Umbria sia sul fronte della rappresentanza che su quello degli investimenti pubblici. Non che ruoli significativi non siano stati espressione di singoli esponenti provenienti dal territorio, ma mai hanno inciso su questa diffusa sensazione di non essere completamente parte di una comunità regionale incentrata su altre direttrici negli assi di sviluppo e di servizi. Una convinzione profonda che nel tempo si è andata radicando anche per il confronto per noi negativo con la vicina Toscana su elementi essenziali quali lo stato della viabilità o la distribuzione e l’erogazione dei servizi sanitari».

Sergio Batino e Massimo Alunni Proietti

I componenti della segreteria sono 17, oltre al segretario Batino, con due vicesegretari: Samanta Bartolini e Mario Fattorini. Fanno parte della segreteria Maria Laura Sebastianelli, Franca Caramello, Stefano Coppetti, Valter Del Buono, Gianni Fuso, Roberto Lombrici, Andrea Marchesini, Samuele Marchesini, Marino Mencarelli, Massimiliano Nessi, Sandro Pasquali, Patrizia Rossi, Massimo Tarpani, Andrea Tocci, Stefano Vinti. La Commissione di Garanzia è composta da Beppino Mannucci (presidente), Luigi Bevagna, Mara Castrini, Cesare Marchesini e Monica Zannoni; tesoriere Massimo Alunni Proietti. La presidenza dell’assemblea della Federazione del Trasimeno è composta da Giuseppe Cecchini e Giancarla Sordi.

«Da sempre il Trasimeno è cosciente di non avere realtà comunali per incidere sugli equilibri regionali: abbiamo quindi sentito l’esigenza di un soggetto istituzionale territoriale che facendo da collante potesse rappresentare con più autorevolezza i bisogni dei propri cittadini fornendo risposte almeno pari a quelle di altre aree. Per questo, dopo troppe formule e rinvii, è nata l’Unione dei Comuni del Trasimeno con l’obbiettivo di gestire insieme e meglio i servizi e dare più forza alla nostra voce. Una città quella del Trasimeno tutta da costruire e che muove i primi fragili passi ma che ha già raggiunto obiettivi importanti come il progetto ITI, con grandi risorse per i comuni e per le imprese, ed aperto un positivo e permanente dialogo tra le istituzioni locali. Senza la volontà e la determinazione del Partito Democratico questo traguardo non sarebbe stato raggiunto e senza un forte Partito Democratico il grande lavoro ancora da fare sarebbe ancora più difficile».

«Il Partito Democratico del Trasimeno – ha proseguito Batino – seppure indebolito da una diffusa antipolitica che allontana le persone da un impegno diretto nei partititi e da difficoltà organizzative interne anche derivanti da una generale difficoltà di carattere nazionale, mantiene però una presenza articolata nel territorio: è da qui che bisogna ripartire garantendo un pieno coinvolgimento nelle decisioni degli iscritti e dei circoli attraverso l’uso degli strumenti tradizionali (assemblee periodiche) ma anche con l’uso sistematico dei nuovi canali di comunicazione (la rete)».

Batino ha sottolineato la necessità di un dialogo ampio e generale verso la società del territorio e le sue articolazioni economiche e sociali, per fare del PD un riferimento indispensabile, presente sui problemi più sentiti come ad esempio quello della viabilità e dei collegamenti regionali ed extraregionali o del lago Trasimeno e della manutenzione del bacino, ma anche su quelli più locali che posso interessare le singole realtà. «Un Partito che abbia nella eticità, partecipazione, solidarietà, inclusione, semplificazione, sicurezza, innovazione, qualità del territorio, dei servizi e delle produzioni gli elementi portanti della sua attività. Un Partito che guardi l’Umbria e partecipi attivamente al dibattito sulle sue problematiche costruendo convergenze e alleanze a partire da territori più vicini come Corciano ed orvietano con cui condividiamo importanti servizi e strutture (vedi TSA e GAL), ma anche aperto al confronto con le realtà comunali toscane a noi più vicine per favorire risposte a temi come quello delle infrastrutture (dal potenziamento della stazione di Chiusi alla realizzazione della stazione Media Etruria) a quello del comune sviluppo turistico e del settore agroalimentare. Noi vogliamo un PD che sappia confrontarsi innanzi tutto con i problemi e con le istanze sociali che li rappresentano in un dialogo aperto con tutte le articolazioni della società attuale da quelle tradizionali come sindacati e organizzazioni professionali a quelle più nuove come associazioni e comitati e che sia aperto al confronto ed alla contaminazione con le varie espressioni della sinistra senza tuttavia rinunciare ai propri principi ed ai propri programmi».

Le prossime scadenze elettorali saranno particolarmente difficili secondo Batino, sul piano nazionale e regionale ma anche locale: «Dobbiamo da subito costruire un partito che sia riferimento credibile, coerente e trasparente dei cittadini senza bugie e tatticismi, che non si proponga cambiamenti di facciata e non sia al servizio di qualcuno se non degli interessi della nostra gente. Un partito che faccia delle primarie la regola per ogni incarico istituzionale. I nostri cittadini in larga parte sono sfiduciati e si sentono oppressi, come quasi tutti gli italiani, dalla burocrazia, convinti spesso che la politica non abbia fatto tutto per risolvere i problemi. Non possiamo farci travolgere dal populismo».

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