Successo sotto il segno di Charles Mingus, Magica è la Pieve

Successo sotto il segno di Charles Mingus, Magica è la Pieve

Successo sotto il segno di Charles Mingus, Magica è la Pieve

Magica è la Pieve – Fra musica e poesia la cantante Claudia Aliotta ha proposto un affascinante ritratto di Charles Mingus lo scorso venerdì presso lo Spazio Kossuth, per l’evento inaugurale di “Magica è la Pieve”, rassegna organizzata dalla Pro Loco – Associazione Turistica Pievese con il patrocinio del Comune di Città della Pieve ed in collaborazione con l’Associazione Donne “La Rosa”, la Libera Università della III Età e il Circolo M.C.L. di Città della Pieve.

La serata ha preso il via con la presentazione del volume  “Le voci di Mingus”(Ebs) della stessa Aliotta che, nell’esporre il contenuto del suo saggio, ha messo in evidenza  il poliedrico universo musicale del mitico contrabbassista e le diverse modalità attraverso cui la voce è presente nella sue composizioni, sottolineando non solo gli interscambi con la poesia, ma anche il repertorio vocale e in un’accezione più larga il ruolo simbolico degli strumenti come espressione delle sue voci interiori.

Passando dal libro alla performance dal vivo, il primo appuntamento della manifestazione, inserito fra gli eventi della Festa della Musica, sotto l’egida del Ministero dei Beni Culturali, ha visto di scena un pregevole quintetto jazz capitanato dalla cantante siciliana che ha proposto il progetto “Mingus’ Vocal Suite”, percorso musicale che ha esplorato il repertorio vocale del compositore afro-americano di cui si celebra quest’anno il centenario dalla nascita.

Dopo l’accattivante “Strollin” in apertura, il Claudia Aliotta Quintet ha eseguito “WeirdNightmare”, prima canzone scritta da Mingus a soli 17 anni, una ballad che ha messo in evidenza la profonda sensibilità interpretativa della vocalist, accompagnata egregiamente da Luca Cipiciani al pianoforte, Luca Grassi al contrabbasso, Simone Bruschi alla batteria e come special guest, dal sassofonista Alberto Mommi, veterano della Perugia Big Band.

A questo momento più riflessivo ha fatto seguito un frenetico blues dal titolo “Hora Decubitus”, presentato in veste vocale con il testo di Elvis Costello.

Non potevano mancare brani molto noti come “Eclipse”, arrangiata per l’occasione in versione jazz waltz, “Goodbye Pork PieHat”, l’anomalo blues che Mingus scrisse per la morte di Lester Young, e il poetico omaggio di Mingus al suo idolo, “Duke Ellington’s Sound of Love”.

L’ensemble si è cimentato anche in una canzone degli anni Cinquanta raramente eseguita, “Paris in Blue”, composizione dalla struttura non facile con continui cambi di tempo e dal discorso melodico irregolare. Nei lunghi e avvincenti “soli” i musicisti hanno dato prova di estro e creatività, entusiasmando la platea, la cantante ha affrontato con grinta le notevoli difficoltà esecutive presenti nel programma sfoggiando grande intensità espressiva e agilità vocale e riuscendo a creare,grazie al prezioso supporto della sua band, atmosfere raffinate e suggestive nelle ballad, ma anche un mood dinamico e coinvolgente nei blues.

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Fra una canzone e l’altra Claudia Aliotta è intervenuta descrivendo l’origine e la storia delle varie composizioni, declamandone in diverse occasioni i testi per dare modo ai presenti di comprendere ed apprezzarne maggiormente il valore poetico. Il concerto si è concluso con una versione funky della trascinante “The Dry Cleaner from desMoines”, brano vocalmente molto impegnativo che ha portato a compimento nel migliore dei modi il viaggio musicale nel nome di Mingus.


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