Apre in centro la Cucineria del frontone che racconta la storia di una famiglia

Giada Milanesi: “qui c’è il nostro passato e mi auguro che ci possa essere il mio futuro”

 
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Apre in centro la Cucineria del frontone che racconta la storia di una famiglia – Storia di famiglia del paese e buona cucina. Questi i tre ingredienti della nuova attività, La cucineria del frontone, aperta dalla giovanissima Giada Milanesi in via Garibaldi, una delle vie storiche di Magione.

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“Riaprire questo locale da tempo chiuso è stata per me una grande emozione. Qui nasce la storia dell’attività artigianale della mia famiglia e io mi sento, anche se in un altro settore, di proseguire in quella strada di amore per il lavoro artigianale”. “Nel 1947 – racconta – il mio bisnonno Giovanni Riganelli acquistò tutto il fabbricato. Sopra c’era l’abitazione e sotto ci aprì la bottega di fabbro un’arte che poi trasferì ai figli Mario e Giuseppe, mio nonno. Il desiderio di mio nonno era che questo locale restasse in famiglia e così è stato. Poi, visto anche il periodo di difficoltà a trovare lavoro e la mia passione per la cucina che coltivo fin da piccolissima ho pensato di tentare questa strada. Un percorso in cui ho trovato importanti aiuti fin dalla ricerca del nome che devo a mio zio, lo storico Giovanni Riganelli. Sopra l’arco della porta c’è una data 1635 che fa riferimento, probabilmente, alla data della prima edificazione dell’edificio. Molte delle abitazioni oggi esistenti lungo via Garibaldi non erano ancora state edificate e qui veniva chiamato Il frontone, da qui il nome dato all’attività”.

Ma non solo il nome del negozio riporta al passato. Come spiega ancora Giada anche alcuni dei cibi che verranno cucinati saranno accompagnati dalla loro storia.

“Molti dei miei piatti – spiega – primi fra tutti i nostri cappelletti e il torciglione tipici di questo periodo natalizio, saranno accompagnati dalla loro storia perché uno dei compiti che mi sono prefissata è proprio quello di andare alla ricerca di pietanze della tradizione che magari non sono più proposti e accompagnarli con piccole note sul loro passato. Ogni alimento racconta qualcosa, ma alcuni hanno quel “sapore di una volta” che mi piacerebbe restituire a chi entrerà qui dentro”.

Non solo buona cucina di una volta e ricerca storica ma anche grande attenzione alle decorazioni.

“Questo – spiega sorridendo – lo devo a mia madre Giuseppina che ha delle mani d’oro sotto questo aspetto. Da sempre fa degli splendidi lavori di artigianato e oggi un po’ di quella bravura la sta impiegando per realizzare i cesti natalizi. Qui, insomma, cerchiamo di fondere insieme la storia della nostra famiglia del paese e della cucina e tanto artigianato sia nei piatti che in altri aspetti. Sono molto orgogliosa di aver riaperto questo spazio. Qui c’è il nostro passato e mi auguro che ci possa essere il mio futuro”.

All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco Giacomo Chiodini e l’assessore alle attività produttive Silvia Burzigotti.

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