Adriana Pierantoni spegne le 100 candeline

Una vita dedicata all’amore per la famiglia che oggi la circonda di affetto

Adriana_Pierantoni_Giacomo_Chiodini_100_anni

Adriana Pierantoni spegne le 100 candeline

Una vita dedicata alla famiglia quella di Adriana Pierantoni che ha spento da pochi giorni le 100 candeline essendo nata l’8 aprile del 1924.

Nata a Bagnara, nel comune di Nocera Umbra, si trasferisce a Magione a seguito del matrimonio con Giuseppe Locchi nel 1950. Un amore che la famiglia di Adriana accolse con gioia e un po’ di dispiacere perché, avendo perso una figlia in giovanissima età, non era facile, per loro, accettare l’idea che Adriana se ne andasse lontana.

“Quello tra i miei genitori è stato un grande amore – racconta la figlia Vincenzina Locchi – un matrimonio che ha dato a noi figli una famiglia in cui c’è stata sempre una grande armonia. Si sono conosciuti perché mio padre era camionista e, in quel periodo, lavorava a Bagnara, piccola frazione di Nocera Umbra. La mamma mi ha raccontato che si sono conosciuti ad una fonte che si trova in quella località dove ambedue andavano a rifornirsi di acqua. Si sono sposati a Nocera ed hanno fatto il loro breve viaggio di nozze ad Assisi.”

Tra i tanti ricordi legati alla Seconda guerra mondiale Adriana ne ricorda uno in particolare. Il padre era il custode della fonte della famosa acqua di Nocera. Un giorno alcuni tedeschi le chiesero di visitare un punto della fonte, forse per qualche azione di sabotaggio, ma Adriana li portò in una parte irrilevante dell’impianto così, per buona fortuna, non fecero niente. Il fratello più piccolo, di appena sedici anni, fu anche deportato in Germania insieme allo zio ma, ambedue, riuscirono a tornare a casa.

“Quella di mia madre – racconta ancora Vincenzina – è stata per gran parte una vita in casa ad occuparsi di noi con grande cura per tutto. Brava cuoca, come molte donne della sua generazione, univa la tradizione della cucina di provenienza con quella magionese. Bravissima nel fare la sfoglia ha voluto preparare anche pochi giorni fa un piatto tipico di Nocera, la crescia sfogliata, che richiede una sfoglia sottilissima per essere arrotolata. Mio padre, invece, è scomparso circa venti anni fa ma quel clima di affetto che c’era con lui è rimasto sempre. Oggi la mamma vive con me ma mio fratello Maurizio, con la sua famiglia, mi aiuta molto nella cura. Ci sono anche due nipoti Giulio e Mauro che l’adorano. Cerchiamo di restituirle tutto l’affetto che ha saputo darci, che è stato veramente tanto, e quella serenità in cui siamo vissuti che ci fa essere una famiglia molto unita.”

Anche il primo cittadino ha voluto portare i suoi auguri alla centenaria.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*