Il Festival delle Corrispondenze scrive la parola “grazie”

Il Festival delle Corrispondenze scrive la parola “grazie”
Il Festival delle Corrispondenze scrive la parola “grazie”

Il Festival delle Corrispondenze scrive la parola “grazie”.
I percorsi turistico-letterari “Le vie delle lettere” sempre più strumento per la conoscenza di personaggi, luoghi, biblioteche, musei e archivi

«Grazie a chi ci ha sostenuto, a chi ha creduto in questo progetto, ai numerosissimi artisti, studiosi, musicisti, conferenzieri che hanno partecipato a questa quarta edizione del festival della Corrispondenze.

Un’edizione davvero memorabile, un format culturale che ha saputo crescere nel tempo, capace di parlare a tutti, di coinvolgere a diversi livelli, con mostre, incontri, dibattiti, presentazioni di libri, appuntamenti musicali, spaziando dalla riflessione storica alle sfide della comunicazione più contemporanea.

E da quest’anno grazie alle prestigiose partnership scientifiche ottenute, anche in grado di proporsi quale appuntamento qualificante per studiosi e ricercatori di livello internazionale. Organizzato e promosso dall’amministrazione comunale di Magione, il Festival, nato da un’idea di Luigina Miccio, grazie a due importanti partner: l’associazione culturale AONIA e la Zzurla evento gastronomico organizzato dal comitato pro Monte del Lago, ha finalmente conquistato la piena maturità e il rilievo che meritava. Una scommessa vinta, grazie all’impegno di tanti».

È questo il commento di Vanni Ruggeri, delegato alla cultura per il Comune di Magione e regia scientifica dell’evento.

Nato in sordina, di supporto alla giornata di premiazione del Premio Vittoria Aganoor Pompilj, il Festival è andato arricchendosi in queste quattro edizioni di contenuti e iniziative di alto valore culturale.

Nei tre giorni della manifestazione, tenutasi dall’11 al 13 settembre nel borgo di Monte del Lago, che acquisisce così il meritato titolo di “paese delle corrispondenze”, si sono succeduti incontri sul tema, che hanno abbracciato i più diversi campi passando dai moderni social alle lettere scritte da personaggi che hanno segnato il Novecento, di cui hanno parlato e discusso alcuni dei più eminenti studiosi italiani.

Musica, presentazione di libri, convegni, esposizione d’arte e laboratori hanno composto il programma del festival, che ha visto la presenza di Benedetta Craveri alla cerimonia di premiazione della XVI edizione del Premio Vittoria Aganoor Pompilj.

Per i social ricordiamo l’incontro “Twitter e WhatsApp: la nuova frontiera della comunicazione pubblica” con Andrea Marrucci, vicedirettore di citadini di twitter, Riccardo Giangreco, consulente marketing & comunicazione. Content marketing; Francesca Parretti, web marketing specialist; Massimo Santamicone Aka Azael, social media expert @ Città in internet srl; Raffaella Falcone, social media manager e Marco Raspati, Hub Corciano – Business Developer div. Coworking. Nonché la conferenza “Corrispondenze senza limiti. Dalle lettere ai messaggi whatsapp: come siamo cambiati (in meglio e in peggio) grazie alle nueve tecnologie”, a cura di Sonia Montegiove, presidente di LibreItalia onlus.

Uno straordinario panel di relatori ha visto invece il convegno “Voci dal Novecento: lettere di guerra, lettere di pace”, organizzato, grazie al sostegno dell’Istituto per la storia dell’Umbria contempornea, da Maurizio Tarantino e coordinato da Mario Tosti e Vanni Ruggeri, con interventi di Alessandra Tarquini su “Croce e la guerra attraverso la sua corrispondenza”; Giorgio Patrizi su ”Le lettere dal fronte di Gadda”, Federico Ruozzi, “La ‘Lettera a una professoressa’ di Don Milani”, Àlen Loreti, “Le ‘Lettere contro la guerra’ di Tiziano Terzani”, e Miguel Gotor, “Le lettere di Moro dal carcere delle BR”, accompagnati da letture di Maria Pia Cricco.

Le lettere e le musiche di Puccini hanno trovato vita grazie al giornalista Gianfranco Ricci e al duo Maria Chiara Fiorucci, arpa, e Chiara Giudice, soprano. Le famiglie che nella Belle Époque segnarono la vita culturale, politica e sociale del Trasimeno sono state raccontate da Gianfranco Zampetti sulle rime del poemetto giocoso di Adriano Angelini, e dalle lettere ai marchesi Guglielmi di Isola Maggiore presentate da Mario Squadroni, Soprintendente ai beni archivistici per l’Umbria e per le Marche, con letture di Stefania Maroni.

Dall’economia, all’arte, passando per la storia, le lettere sono state protagoniste degli incontri di Renato Covino, Università degli Studi di Perugia in “Lettere e testimonianze dal Lago Trasimeno. Storia economica del territorio lacustre”; “Mon cher père… Il Dipartimento del Trasimeno nel carteggio privato del prefetto Antoine-Marie Roederer (1809-1814)” a cura dello storico Vanni Ruggeri; “Corrispondenze dal fronte. I futuristi alla I Guerra mondiale” di Antonella Pesola, Università degli Studi di Perugia, e “Presenze militari italiane all’estero dopo il termine delle ostilità della I Guerra mondiale” a cura di Mario Romano.

Grande successo per la mostra “La Mail Art in Umbria e la corrispondenza d’artista di Umberto Raponi con Max Bärmichl”. Opere di Mail Art e documenti storici di Umberto Raponi, Max Bärmichl, Mario Mirabassi e Serse Luigetti, curata da Claudia Bottini che ha fatto il punto di quarant’anni di storia di questo movimento artistico in Umbria, riunendo per la prima volta le opere dei sui esponenti più rappresentativi.

Di grande suggestione la riproposizione in un nuovo allestimento della mostra di lettere e cartoline sulla Prima Guerra Mondiale, di proprietà del collezionista Franz Fumanti, già proposta alla Torre dei Lambardi di Magione arricchita dalle opere di Piero Mirmina e da oggetti della Prima Guerra Mondiale messi a disposizione da Paolo Zoppitelli.

L’itinerario artistico ha visto la presenza di mostre allestite dagli artisti Sabrina Lauri e Danilo Cappelletti e una mostra di fotografie del corso tenuto dallo studio DiFoto.

La musica ha espresso in varie modalità lo spirito del festival dallo swing made in Italy, al cantautorato popolare di Antonio Ballarano; al ricordo di Piero Ciampi attraverso la sua poesia, la sua musica e le sue intense lettere d’amore, relizzato da Vicolo 15; fino alla grande chiusura con lo spettacolo intenso e commovente “Lettere dal Manicomio” con Simone Cristicchi, Maurizio Mosetti, Tommaso Taddei, Ariele Vincenti.

Nell’ambito del festival, riproposto il percorso turistico-letterario “Le vie delle lettere”, con cui si vuole promuovere la conoscenza dei luoghi attraverso le lettere conservate in musei, biblioteche e archivi pubblici o privati, una trama concreta della storia, delle emozioni e dello spessore umano di tanti più o meno illustri personaggi. In una parola la filosofia del Festival delle Corrispondenze.

Il Festival delle Corrispondenze

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