Trafomec, sottosegretaria Franca Biondelli risponde alla deputata 5 stelle Tiziana Ciprini

“La sottosegretaria del Ministero del Lavoro, Franca Biondelli, ha risposto oggi, 5 marzo, alla nostra interrogazione sui lavoratori della TRAFOMEC, rimasti fuori dai cancelli e senza gli incentivi all’esodo che erano stati pattuiti”- scrive in una nota la deputata del M5S Tiziana Ciprini.

“La Biondelli ha affermato che “la Trafomec Europe spa ha manifestato la volontà di rispettare gli impegni assunti, chiedendo al curatore fallimentare di TrafoItalia spa l’autorizzazione per il pagamento della somma di 8 mila euro, a titolo di incentivo all’esodo, oppure…di ricercare ulteriori soluzioni economiche attraverso finanziamenti” e ha concluso che “nel precisare che, allo stato, le Parti sociali non hanno richiesto al Ministero (del Lavoro) alcun incontro per l’esame della situazione occupazionale, né hanno richiesto l’apertura di un Tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico- posso comunque assicurare che il Governo…continuerà a monitorare i futuri sviluppi della vicenda, anche nella eventuale prospettiva di esaminarne le principali criticità”.

“Con l’occasione”- continua la Ciprini- “ho ribadito al Governo che quella della Trafomec è una classica storia l’Italiana, che racconta come la finanza abbia distrutto l’imprenditoria industriale. Quella che un tempo era un’azienda gioiello dell’alta tecnologia italiana, tanto da produrre trasformatori per la NASA, ora è stata spolpata in una costellazione di scatole cinesi sparse in Italia e all’estero (Svizzera, Polonia, India, Cina), costruite ad hoc per portar via macchinari, progetti, brevetti e marchi, così da poter agevolmente operare piani di delocalizzazione e dissipare il know how tecnico-specialistico dei dipendenti”.

“La compagine sociale è da rompicapo”- afferma la deputata- “Trafomec spa è la capogruppo che controlla Eurotrafo spa di Fabro (78,1%), Trafofluid srl di Tavernelle (88%), Trafomec Shangai Cina (100%), Trafomec India Magnetix Private LTD ed Imel Energy Sa (57%), che a sua volta controlla al 52% Imel Poland”.

“Ne consegue”- specifica la parlamentare- “che la realtà aziendale che un tempo conoscevamo e a cui si poteva attribuire un’identità concreta, ora assume una forma astratta, tutt’altro che chiara. Impossibile non avanzare dubbi sulla linearità di tali operazione societarie, con contestuale smantellamento dei diritti dei lavoratori, licenziati in tronco o liquidati con la promessa di una buona uscita.
Impossibile non avanzare dubbi sull’operato della politica regionale, che ha dato in pasto l’azienda a immobiliaristi e finanzieri, anziché agli industriali del settore”.

“Il finale di questa storia all’italiana è scontato nell’era del JobsAct”-chiosa la pentastellata- “a rimetterci i lavoratori -per i quali il count down è scaduto- e l’intera comunità sociale del territorio. Come M5S chiediamo con urgenza l’apertura di tavoli di confronto sia presso il Ministero del Lavoro sia presso Il Ministero dello sviluppo economico”.

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