Futuro e sviluppo Valnestore impianto Pietrafitta non gestibile con 24 persone

 
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Futuro e sviluppo Valnestore impianto Pietrafitta non gestibile con 24 persone

Futuro e sviluppo Valnestore impianto Pietrafitta non gestibile con 24 persone

«Il sito produttivo di Pietrafitta PF5, costituito dal ciclo combinato a metano da 365MW, è tornato ad essere pienamente produttivo da settembre 2018 ma a questo non sono seguiti investimenti e azioni per consentire l’esercizio dell’impianto nelle condizioni ottimali. Ad oggi, infatti, rimane ancora un dimensionamento del personale pensato e applicato nel 2016 per il presidio di un impianto fermo»

Lo dicono le Rsu che affermano anche che  l’impianto di Pietrafitta non è gestibile con un organico di 24 persone. Ne è la prova il fatto che nel corso del 2019 sono arrivate 6 unità in più, oltre le 12 unità della struttura di turno prevista da Enel.

«Inoltre si prevedono ulteriori arrivi di colleghi per il 2020 – è scritto in una nota dei sindacati –, cosa positiva per chi si è battuto con mobilitazioni e scioperi per chiedere maggiore personale, come hanno fatto la Filctem e RSU di Pietrafitta. Sono andati persi numerosi posti di lavoro e know how con prepensionamenti e spostamenti di personale da Pietrafitta ad altri luoghi di lavoro, seguendo una strategia poco lungimirante che oggi mostra i suoi limiti».

Altro aspetto non secondario, va considerato che mancano risposte per l’indotto sul territorio, in quanto vengono impiegate ditte provenienti da fuori Regione, per svolgere attività di ordinaria manutenzione elettrica, meccanica, carpenteria, pulizie civili, manutenzione del verde e servizio di portineria, perdendo occasioni per dare risposte occupazionali ad un territorio profondamente segnato dalla crisi  economica.

«In ottica futura Enel – aggiungono i sindacati interni – ha l’intenzione di investire in nuovi cicli combinati a  ciclo aperto, che sopperiranno all’uscita dal carbone, quindi è evidente che Pietrafitta svolgerà un ruolo centrale da qui ai prossimi venti anni. Proprio per questo non è accettabile che venga lasciato ai margini delle strategie aziendali e dell’azione politica regionale e locale. Chiediamo maggiore impegno e un segnale forte da parte della politica e dei nostri amministratori che fino ad oggi hanno messo in secondo piano il futuro dell’impianto di Pietrafitta nuova».

Le Rsu chiedono di conoscere lo stato di attuazione del protocollo di intesa di Maggio 2019 sulla riqualificazione dell’area industriale di Pietrafitta tra Regione, Enel e comuni di Piegaro Panicale.

«L’impianto e il territorio della Val Nestore si merita molto di più – affermano – ! Si attendono risposte concrete e stabili a partire dal suo interno. Insomma vogliamo metterci ad un tavolo per discutere a tutto tondo!!!»

In un tempo di grande difficoltà economica si chiede, in sostanza, alla politica e agli amministratori ai vari livelli un impegno forte e concreto verso la realtà di Pietrafitta e il suo futuro. «Stiamo parlando del complesso produttivo di Enel riguardante la Centrale PF 5 – affermano – e tutta la realtà che la circonda, in cui dovrebbe prendere vita il progetto Future-E che ad oggi rimane confinato soltanto nel mondo delle idee. La FILCTEM-CGIL e la RSU di Pietrafitta ritengono che di fronte alla grande possibilità di sviluppo che potrebbe derivare da un maggiore utilizzo di questa realtà, effettivamente si stia facendo poco o niente».

Sul punto dell’occupazione la FICTEM-CGIL e la RSU di Pietrafitta hanno chiesto e continueranno a chiedere con fermezza ad Enel un “organico consono alle esigenze dell’impianto”. Non un organico risicato con serbatoi di personale proveniente da altri impianti, senza mansione. Perché così facendo si genera confusione e poca chiarezza rispetto a percorsi di crescita professionale e responsabilità di ciascun operatore, garantendo privilegi di pochi a danno dei diritti di tutti e facendo scelte economico/aziendali alquanto dubbie.

«Infine chiediamo risposte occupazionali per il territorio – affermano in chiusura di comunicato – con assunzioni di nuove figure professionali (Periti elettrotecnici, meccanici) perché già da tempo siamo gravemente carenti. Abbiamo bisogno di assunzioni di giovani, motivati e di ambito locale!!! Chiediamo quindi alla politica tutta, alle amministrazioni ai vari livelli, di assumersi le proprie responsabilità e attivarsi al fine di far arrivare risposte occupazionali. Noi siamo pronti a sederci ai vari tavoli per affrontare nuove sfide nell’interesse dell’impianto delle persone e del territorio».

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