Insegnante gay a Passignano, ora interviene Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria

dal Presidente Ernesto Rossi
Circa l’insegnante di Passignano Prendiamo atto di una non corretta informazione riportata dalla stampa e purtroppo mal riportata anche da organizzazioni quali Omphalos Perugia e le sue affiliate dell’universo LGBTQIA, forse condizionate da un clima di divide et impera, che non sappiamo a chi possa far gioco e che auspichiamo superare. I fatti: un insegnante di danza di Passignano, che non fa mistero della propria omosessualità, si dimette perché il suo dirigente scolastico avrebbe ricevuto lamentele, riguardanti l’insegnante, che “non avrebbe i titoli” per insegnare nelle scuole. Poiché Omphalos ha declinato la vicenda a fini politici, evocando un caso di omofobia per giungere a criticare le opinioni di Sentinelle in piedi, Cattolici e chiunque ad essi affine, rappresentando un clima di discriminazioni: ci sentiamo chiamati a portare una luce sulla vicenda, rifuggendo da ogni ricostruzione ideologica, contando sull’onestà intellettuale anche in Omphalos.

1. L’insegnante in parola – a quanto dicono i familiari dei bambini – è persona del tutto per bene, non ha mai profittato del suo ruolo né per propaganda ideologica né per altro, limitandosi a far bene il suo lavoro.

2. Il medesimo per molti anni è stato insegnante presso la scuola paritaria cattolica S. Cuore di Passignano, e anche quest’anno era stata chiesta la sua collaborazione ma il medesimo aveva declinato la proposta non avendo tempo disponibile.

3. Se dunque – come sembrerebbe – le sue dimissioni sono state provocate da pressioni di genitori che lamentavano la sua asserita “mancanza di titoli”, invitiamo il dirigente scolastico agli accertamenti opportuni, e quali altri ne servano, anche se – trattandosi di attività a latere del curriculum – non si crede siano necessari titoli particolari, considerando l’attività lodevolmente portata avanti dall’insegnante negli scorsi anni.

4. Nel contempo invitiamo l’insegnante a ritirare le sue dimissioni e a tornare serenamente al lavoro.

5. Detto questo, invitiamo anche Arci Gay Omphalos e altri, ad evitare rischi strumentali che anziché aprire alla verità e al rispetto delle persone possono trascinare nel tritacarne mediatico vicende che per la loro natura meriterebbero migliori cautele verso i protagonisti.

6. Ricordando ad esempio, che è stata proprio la scuola cattolica a dar lavoro per anni a questa persona e ad affidarle – evidentemente senza alcun pregiudizio ideologico – l’educazione fisica dei suoi allievi. Anche a questo vorremmo guardassero i colleghi di Omphalos, pensando ai “cattolici”. Un’ultima chiosa: quanto detto, come occasione costruttiva, nel far comprendere che siamo speranzosi di dichiarare inutile questo clima di barricate, perché inizi invece la fase del dialogo: sarà lunga? Chissà; sterile non di sicuro! Apriamo le porte e facciamo entrare un’aria nuova.

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