Pozzuolo Umbro, la storia di Alessio: in cammino lungo la via romea-germanica per la lotta fibrosi cistica

Pozzuolo Umbro, la storia di Alessio: in cammino lungo la via romea-germanica per la lotta fibrosi cistica

L’esperienza fa parte del progetto “Vivo ogni respiro”, per sensibilizzare sulla malattia e raccogliere fondi in favore della Lega Italiana Fibrosi Cistica

È nota a tutti l’importanza del camminare come mezzo per tutelare la salute. Ma l’impresa che sta vivendo sulla Via Romea Germanica un giovane di nome Alessio, passato a Pozzuolo Umbro all’inizio di settembre, ha veramente qualcosa di eccezionale che vale la pena di essere raccontata.

Ne parla Ivana Bricca, consigliera dell’associazione italiana “Via Romea Germanica” e componente del “board” dell’”European Association of Via Romea Germanica”. «Intanto dobbiamo dire che l’esperienza fa parte del progetto “Vivo ogni respiro”. Si tratta di un progetto di pellegrinaggio a piedi per la sensibilizzazione sulla fibrosi cistica, con relativa raccolta fondi in favore della Lega Italiana Fibrosi Cistica. In realtà sono due i protagonisti di questa avventura, Alessio e Massimo, uno dei quali è portatore della patologia, due ragazzi appassionati di lunghi viaggi a piedi, zaino in spalla, con la voglia di intraprendere l’ennesimo cammino, ma con un fine benefico e scopo altruistico. Conosciutisi nel febbraio 2020, percorrendo entrambi il “Cammino Francese”, una delle rotte principali che porta a Santiago de Compostela e resisi conto di avere entrambi progetti simili di pellegrinaggio, dopo aver scoperto che uno percorreva cammini per sensibilizzare e ricavare offerte su alcune tematiche e l’altro era affetto da fibrosi cistica, è nata l’idea di un cammino assieme per far conoscere meglio questa patologia e raccogliere fondi a sostegno della causa».

I due amici si sono rincontrati nel settembre del 2020 per camminare sulla Via Francigena e stabilire che nella primavera del 2021 avrebbero organizzato il Cammino. Il progetto “Vivi ogni respiro” si svolge lungo la Via Francigena, che quest’anno festeggia il ventesimo anniversario e lungo la Via Romea Germanica, che a Montefiascone confluisce nella Via Francigena che porta a Roma.

La partenza da Calais è avvenuta il 20 giugno e l’arrivo ad Aosta, attraverso il Passo del Gran San Bernardo il 31 luglio. Da qui, i due compagni di viaggio si sono divisi: Massimo ha continuato sulla Via Francigena, mentre Alessio, avendola già precedentemente percorsa, si è spostato al Brennero per scendere a Roma sulla Via Romea Germanica.

Nei pressi di Montefiascone, ad un centinaio di chilometri dalla capitale, i due percorsi si ricongiungono e quindi loro si sono ritrovati per arrivare insieme a Roma il 10 settembre e poi proseguire nuovamente sulla Via Francigena Meridionale fino all’estremo sud pugliese di Santa Maria di Leuca, per un totale di circa tremila chilometri.

«Ma in attesa che la situazione del COVID si andasse normalizzando – racconta Ivana Bricca – i nostri protagonisti hanno studiato un prologo, con la funzione di pubblicizzare e accendere i riflettori sul progetto da andare a realizzare. Il prologo ha collegato in un certo senso i luoghi a cui sono legati: la città Genova, residenza di Massimo e Trieste per Alessio. Dunque, procedendo da est verso ovest, sul cammino denominato Via Postumia (più le tappe iniziali da Muggia-Trieste ad Aquileia sulla Via Flavia) e portando con loro il pupazzo Martino (un martin pescatore), mascotte della Lega Italiana Fibrosi Cistica, i due sono partiti il 6 maggio dall’Ospedale “Burlo Garofolo” di Trieste, centro regionale della Fibrosi Cistica, per arrivare all’Ospedale Pediatrico “Gaslini” di Genova il 20 giugno, aggiungendo così altri chilometri a quelli già preventivati che li porterà a percorrere più di quattromila chilometri alla fine di tutto il percorso. Un’impresa veramente esclusiva quella che stanno vivendo i nostri giovani amici che per il loro coraggio, spirito di sacrificio ed altruismo meritano veramente tutto il nostro appoggio e la nostra ammirazione».

Camminare per una causa, per raggiungere un obiettivo di solidarietà sociale risulta essere una delle “buone pratiche” che il turismo lento riconosce al pellegrinaggio attuale che non risulta essere soltanto di natura religiosa o culturale, ma avere molte altre finalità. E sono proprio queste finalità che vanno trasmesse ai giovani attraverso il loro coinvolgimento nel “camminare per uno scopo da raggiungere”. Ed in questo contesto, la Via Romea Germanica sta proponendo alla scuola e a tutto il mondo formativo nell’ambito di un programma internazionale, un progetto realizzato dal comitato scientifico della stessa dal titolo “Giovani Romei in cammino”, in collaborazione con l’Università di Bologna. La diffusione delle “buone pratiche” tra i giovani attraverso il cammino è uno dei compiti che contiamo infatti di portare avanti con i ragazzi che saranno i camminatori di domani.

«Alessio e Massimo con la loro straordinaria esperienza – conclude Ivana Bricca – ci stanno offrendo un valido esempio di tutto questo. Avere incontrato Alessio a Pozzuolo Umbro durante il passaggio nel nostro territorio ha arricchito moltissimo anche noi, incoraggiandoci nel nostro lavoro organizzativo»

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